giovedì 6 marzo 2014

Luoghi del turismo

Mauro Marzo

Programma
Il turismo rappresenta una delle principali voci dell’economia mondiale e costituisce la terza maggiore attività socioeconomica dell’Europa.
In Italia il settore turistico corrisponde al 10,5% del PIL e il Veneto è la regione più frequentata in termini assoluti da turisti stranieri; raccogliendo il 25% del totale delle presenze nazionali, esso costituisce dunque la prima regione turistica del Paese.
A fronte della rilevanza di tali dati, e a fronte del fatto che alcuni settori delle scienze sociali e di quelle economiche si occupano in maniera specifica da decenni di turismo, relativamente poche sono le ricerche di architettura che affrontano compiutamente lo studio di tale fenomeno.
È noto che il turismo altera l’uso e la natura degli spazi pubblici, produce effetti di modificazione ambientale non meno evidenti rispetto a quelli di altre attività economiche, sovraimpone regole proprie e nuove gerarchie a città e a territori. Eppure, ancora assai poco definito appare il quadro delle metodologie e delle azioni di progetto utili a indirizzarlo e a governarlo.
È a partire da tali ragioni che, del turismo, il seminario indagherà storie, forme e luoghi, analizzando problematiche spaziali e illustrando - alla scala paesaggistica, urbana e architettonica - soluzioni progettuali volte a far sì che la risorsa data da questo settore dell’economia tenda ad assumere caratteri appropriati agli equilibri dei contesti.
Il rapporto tra tutela e valorizzazione delle preesistenze, le modalità di attraversamento dei territori, la decodificazione degli intrecci tra globale e locale o tra autentico e caratteristico, costituiscono temi sicuramente utili per studiare il turismo con gli occhi dell’architetto.
Ma è soprattutto la complessità delle relazioni poste dall’insieme di tali temi ad interessare il seminario e a richiedere una disamina critica degli approcci progettuali con cui affrontare consapevolmente lo studio di un fenomeno che si correla fortemente alla più ampia questione dell’identità dei luoghi.
Se il mondo esiste ancora nella sua diversità, e questa «ha poco a che vedere con il caleidoscopio illusorio del turismo» - ha scritto Marc Augé -, allora forse uno dei compiti più urgenti è «imparare di nuovo a viaggiare, eventualmente nelle nostre immediate vicinanze, per imparare di nuovo a vedere».