giovedì 6 marzo 2014

FuturA. Immaginari e prefigurazioni in Architettura

Sara Marini


Letteratura e realizzazioni architettoniche e urbane del nuovo millennio disegnano due tracciati all'apparenza antitetici. Il progetto si confronta con una rinnovato senso della smallness, con il fare con quello che c'è, con l'adattarsi e l'adattare agendo sui cicli produttivi attivi. Le ripercussioni di scelte e accadimenti autonomi, minuti e non, hanno però a volte echi mondiali, pongono la necessità di progetti complessi non solo sul piano dimensionale e per le competenze che intrecciano ma anche per una doverosa gestione del tempo lungo e di possibili incidenti di percorso.
L'evidenza di nuovi realismi, l'alba annunciata e mai concretizzata di radicali rivoluzioni tecnologiche e culturali, la crisi o l'affermarsi di una nuova geografia politica sostengono oggi, in Europa, uno scollamento tra progetto e futuro a favore dell'attualità, della necessità di risposte per l'oggi. Per contro fenomeni economici ed ambientali, tra cui la fine delle risorse – dai combustibili fossili agli alimenti –, riducono le distanze "del piccolo pianeta" e presuppongono la definizione di traiettorie urbane alternative a quelle in atto, un'architettura da perseguire in cicli dilatati ed in territori ampi. L'onda lunga del cosiddetto secolo breve sembra comunque insistere su questo tempo e ricordare la necessaria tensione verso un'idea di città e verso l'esercizio del progetto quale traghettatore tra utopia e realtà come chiedeva Le Corbusier o tra utopia e verità come sosteneva Victor Hugo.
Il seminario intende affrontare il rapporto tra futuro e architettura in tre capitoli: il primo dedicato al concetto stesso di "futuro" e alle sue interpretazioni, il secondo incentrato sugli strumenti messi in atto per prefigurare, il terzo riservato alle strutture, alle istituzioni, agli architetti che hanno ragionato su proiezioni a lungo termine.
I tre capitoli saranno aperti da tre tavole rotonde in cui si confronteranno ricercatori afferenti a diverse discipline e che sostengono posizioni non necessariamente coincidenti al fine di gettare uno sguardo critico sulla nozione di "futuro", sulla sua assonanza con il termine "progetto" e sulla sua implicita dimensione politica.